Sono settimane che seguo questo progetto.
Sono settimane che il committente richiede modifiche; le richiede sempre nel momento in cui quelle precedenti sono appena state apportate. Cosa che deve essere ripetuta di nuovo anche questa settimana. Appena prospetti, 3D, rendering, piante e quant’altro vengono preparate per la stampa, arriva la fottuta e-mail dove sono richieste nuove idee e relative varianti. Idee che stravolgono per l’ennesima dannata volta la forma e il volume del fabbricato. Una villa enorme, piena di stanze, terrazzi, piscine (certo una invernale interna riscaldata ed una esterna), bagni in ogni dove.
Sono esasperata! Non inizieremo mai il cantiere se andiamo avanti così! Ed i tempi stringono. Poi, come minimo, questi si lamenteranno che siamo in ritardo per la consegna e bla bla bla………
La mail arriva sempre da lui, il rompicoglioni Cullen! E le idee assurde dalla moglie!
Quando venni informata che avremmo dovuto costruire la nuova residenza Cullen ero al settimo cielo, ma ora…
<< Dio mio! Chi ce l’ha fatto fare! >>
La mia socia, Angela, è disperata. Questo progetto ci sta togliendo spazio per altri lavori, certo di minor pregio, ma sempre progetti sono. Non tutti a Los Angeles sono iper-miliardari ed amministratori di Holding importanti. Il bello è che, finché non iniziamo i lavori, non ci vengono corrisposti i dovuti crediti. Quindi è tutto un casino.
DinDin… mail in arrivo
Oh cazzo! No, ti prego dimmi che non è lui, ti prego ti prego … merda, è lui!
Buongiorno Arch. Swan
Le volevo comunicare un’ulteriore piccola modifica che mia moglie Victoria vorrebbe per la zona giorno. Ne abbiamo discusso e giustamente ci sembra che la veranda sia sacrificata, visto lo spazio a disposizione. La vorremmo allargare almeno di 4 metri. Quindi, di conseguenza, ci sarà da risistemare la piscina esterna con le dovute accortezza di esposizione.
Cordiali saluti
Edward Dott. Cullen – amministratore delegato HoldingCullenIngenering_
- Vaffanculo Cullen!! ANGELA!!!
- Cosa c’è… dimmi di no, ti prego!
- E invece si. La SIGNORA vuole la veranda più grande
- Sai dove le metterei quella cazzosissima veranda?
- Certo! In quel suo bel culo alla moda!
- Esatto
- Dai, mettiamoci al lavoro. Meglio iniziare altrimenti non ne usciamo vive domani.
Sono le 8 di sera e siamo ancora qui. So cosa farò questa notte.
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La cosa più assurda è che non ci siamo mai incontrati di persona. Sempre contatto esclusivo via mail. Nemmeno per telefono. Ha sempre detto che si sarebbe messo in contatto lui se fosse stato necessario.
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Finalmente ci siamo. Sono passati dei mesi ma alla fine abbiamo iniziato. Sono emozionata. Quando arrivò la mail di conferma dei progetti io ed Angela abbiamo pianto come bambine. Ci sembrava incredibile.
“Culo alla moda” e il “Dott. Rompicoglioni” erano accontentati.
Era ora cazzo!
Ero proprio curiosa di vedere che faccia avesse. Magari era un vecchio bavoso sposato con la solita modella stragiovane e viziata a cui dare ogni tipo di ragione e regalo, per poi avere la ricompensa alla sera con una bella scopata!
Arrivo sul cantiere. Indosso il caschetto, le scarpe antinfortunistiche e il giacchino fluorescente.
Sul posto c’è una limo, bianca.
Vuoi dirmi che “Misterpallemoscie” è venuto qui con la limousine?! Ma è scemo?
Vedo il capo cantiere gesticolare animatamente con qualcuno. Mi avvicino. Un tipo in completo blu, alto e di schiena sta puntando minacciosamente il dito verso la villa in costruzione. Quando gli sono dietro noto che indossa scarpe lucide ed eleganti. Sono tutte impolverate di calce e polvere, come i pantaloni.
Che stronzo! Ci viene così in cantiere? A rischio suo. Non porta nemmeno l’elmetto di protezione. Non vorrà rovinarsi il ciuffo!
Mi scappa una risatina.
Si gira lentamente.
Alzo la testa e… vengo inghiottita da due fari verde azzurri, anzi no, grigio azzurri, che cazzo di colore sono! Bhà chi se ne frega sono intensi, penetranti, bellissimi e … incazzati neri!
- Buongiorno
- Buongiorno un cazzo signorina, lei chi è?
- Complimenti per la finezza signor??
- Cullen! Edward Cullen, se permette. Il proprietario di tutto questo. Lei è? – stronzo quanto nelle mail, bene!!
- Swan
- SWAN!? L’Architteto Swan? Una donna?
- Certo! Perché? Qualche problema signor … Cullen?
- Certo che c’è un problema, lei è il mio problema!! E ora ho capito anche il perché. Far fare il lavoro di un uomo a una donna, ecco cosa c’è!
- Mi scusi? Come si permette? – tanto è bello quanto odioso! E non è nemmeno tanto più vecchio di me
- Mi permetto eccome… dov’è l’Arch. Swan, Charlie Swan!?
- Ma come?! Non lo sa? – non ci posso credere
- Cosa dovrei sapere? – se non la smette gli tiro un pugno dritto sul quel naso perfettino
- Mio padre è … è morto pochi mesi fa. Io ho preso posto nel suo studio dove già lavoravo da tempo e dove guarda caso seguivo le progettazioni SIGNOR CULLEN!! (Dott. dei miei coglioni vorrei aggiungere ma mi trattengo) e peccato però che mi senta scendere una lacrima, cavoli no!! Sii forte Bells!! –
- Aaa… m…mi scusi, mi disp…
- … iace! Siii certo, come no? Che c’è che non va? Jacob? Cosa aveva il signor Cullen da ridire? – parlo al capo cantiere come se lui non fosse più qui! Ma che invece mi fissa, immobile, con la bocca mezz’aperta, ma che gli prende?
- Signorina Swan, veramente sono mortificato, mia madre mi ha consigliato il vostro studio e mi parlava sempre di Charlie e così …
- Si, si va bene, non c’è problema, mi vuol dire che c’è che non va? Ho poco tempo e dovrei fare i sopraluoghi con Jacob perché tutto sia al meglio per la SUA VILLA!
- Forse è meglio riparlarne con calma, posso offrirle la cena? Stasera? Vorrei scusarmi per …
- No guardi, non c’è problema, va bene così.
- Cos’è le faccio paura per caso?
- Chi LEI? Ma senti un po’… ok! Va bene alle 8 al Moonlight? Viene anche la sua signora?
- No, Victoria è in viaggio
- Oh, bene! Credevo volesse appiopparmi ancora qualche idea carina da apportare
- No, tranquilla. Ma ne discuteremo stasera a cena. Alle 8. Al Moonlight – sembra perfino imbarazzato -
- Sssi! Arrivederci
- Ssi!
Finalmente se ne va’.
Ma quanto è pesante e presuntuoso. Si vuole scusare, certo, come se gliene fregasse qualcosa di me e della mia vita.
Seguo Jake e controlliamo ogni piccolo avanzamento di lavoro e mi pare tutto ok.
- Jake! Che caspita voleva Cullen?
- Quel borioso aveva da ridire che la facciata non fosse conforme al progetto. La stiamo seguendo al millimetro, non so cosa ci vedesse di sbagliato. E’ assurdo! Per me è terrorizzato che la moglie gli faccia il culo a strisce se qualcosa non va bene e vede difetti ovunque, sottomesso del cavolo!
- Ahaha! Va bene, lascia stare, ci penso io stasera.
- Ok capo. Torno su. A domani
- Ciao Jake e salutami Leah! Come sta’?
- Bene, grazie. Ci siamo quasi. Il termine della gravidanza è a giorni, speriamo in bene
- Sono felice per te. Ciao
- Ciao Bells!
Quando mi volto per andarmene, la limo è ancora qui. Mi sto per avvicinare ma in un baleno si allontana.
Che gente strana e viziata esiste al mondo, non lo sopporto!
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EdwardPOV****************
Finalmente vedo il cantiere. Vic è in viaggio e mi ha rotto affinché seguissi l’avanzamento lavori. Questa villa è peggio di un parto. Non la sopporto ed è appena agli inizi. Mia moglie è così pignola ed esasperante che me la sta facendo odiare.
Raggiungo il capo cantiere.
<< Cazzo mi sto sporcando tutto, odio queste cose! >>
Il tipo qui, mi innervosisce parecchio, crede di saperne più di me; sono ingegnere cazzo, mica un fiscalista, lo vedo quando qualcosa non torna, ma è insistentemente odioso.
Ad un certo punto sento una risatina infantile alle mie spalle. Mi volto piano e mi ritrovo davanti una nanetta di un metro e sessanta, jeans e caschetto. Chi è? Memole? Una festa in costume? Devo parlare con l’architetto, e subito. Chi mi sta seguendo questo cantiere, il cast di Disneychannel?
Scopro che questa fatina mignon non è altro che l’architetto Swan. Io l’ho sempre contattata per mail e convinto fosse il padre, defunto, e io ho fatto la figura dell’insensibile stronzo. Ottimo!!
L’ho offesa e fatta piangere. Cazzo!
Cerco di rimediare con un invito a cena, per scusarmi della mia insensibilità e così magari con lei potrò parlare di questi piccoli problemi da risolvere. E’ fredda come un ghiacciolo, mi liquida in fretta senza quasi guardarmi in faccia. E il suo tono insolente mi irrita più del dovuto.
Ma come si permette! Sono io che le pagherò i lavori. Ma c’è qualcosa in lei che non mi permette di mandarla a fanculo e trovarmi qualcuno all’altezza delle mie aspettative. Mi incuriosisce.
L’osservo dall’auto. E’ sicura di se, si muove agile in cantiere, da ordini ed è minuziosa nei controlli. E … ha anche un gran bel culo.
<< Porcaputtana! Cullen ma che pensi, sei sposato >>
Ma non vedo l’ora che arrivi stasera per rivederla. Ha scelto il Moonlight, un ottimo ristorante e alquanto raffinato. Non lo avrei mai detto da una così e se ci ripenso sarei stato io ad invitarla a cena!! E avrei dovuto scegliere io il ristorante, ma che cazzo!!
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BellaPOV**************
Tu e i tuoi fottuti soldi. Ti ho fregato! Ti ho indicato uno dei migliori ristoranti della città. In fondo pagherà lui, se invece la serata degraderà o si rivelerà un vero cafone, non di certo mi tirerò indietro per pagare la mia parte. Me lo posso permettere alla grande Dott.Cullen!! E se mi girano ti mando pure a quel paese e me ne libero una volta per tutte! Non ho bisogno di lui e dei suoi verdoni!
Indosso uno dei miei migliori abiti da sera, quello lungo rosso. Acconcio i capelli in morbidi boccoli raccolti in parte. Trucco leggero ma labbra rubino. Scarpe tacco 13 in tinta al vestito. Prendo la pochette ed esco. Salgo sul taxi che avevo chiamato.
Arrivo puntuale. E’ già al tavolo. Di spalle.
<< Cos’è? Sempre così me lo ritrovo? >>
Certo, due splendide spalle, larghe e dritte. Ha i capelli pettinati ordinatamente all’indietro, a differenza di oggi che erano un groviglio disperato, ma che in fondo gli donava, anche troppo.
Scendo la scalinata, sono nervosa. Mi sento osservata. In effetti non ho scelto un abito molto sobrio, ma lui è ancora voltato. Spero di non inciampare su queste scarpe, sai che figura! Lo vedo irrigidirsi e mi accorgo solo ora che davanti al nostro tavolo, dove lui è seduto, c’è uno specchio. Lui mi sta fissando. E io non riesco a staccare lo sguardo. E bellissimo, elegante, fiero e … schifosamente sexy!
<< Ripigliati Swan!! È sposato! >>
Gli sorrido timidamente. Lui si alza, si volta, mi porge la mano. Allungo la mia, il cuore in gola, lo tocco. Osservo la sua mano, dita lunghe ed affusolate, enormi e avvolgenti. Prende delicatamente la mia mano, piccolissima nella sua, e mi fa un baciamano sfiorandomi appena. Guardo la sua bocca appoggiarsi sulla mia pelle, morbida e calda. Mi vengono i brividi lungo la schiena che si propagano ovunque. Credo di avere le gambe che tremano, devo sedermi.
Lo ammetto, è anche dannatamente signorile. Completamente opposto a ciò che è stato stamattina in cantiere.
Mi fa accomodare scostandomi la sedia e riprende il suo posto.
- E’ incantevole Miss Swan
- Isabella, sono Isabella, la prego!
- Isabella, che bel nome, ti dona molto. Io sono Edward! Chiamami Edward, dammi pure del tu. Troppa formalità. In fondo abbiamo la stessa età, credo.
- 35, ho 35 anni
- Perfetto, io 37, quindi.
- Bene!
- Bene! Ordiniamo?
- Si.
Parliamo per ore, del progetto, del mio studio, del suo lavoro. E’ gentile e profondamente dispiaciuto per la brutta figura riguardo mio padre. E’ sincero. Mi fa i complimenti, ha seguito alcuni dei nostri lavori, si era informato prima di affidarci la sua casa.
Ridiamo, scherziamo, forse è il vino, ma era da tempo che non passavo una serata così piacevole. Il problema è che più passa il tempo e più ho l’istinto di prenderlo per la cravatta, attirarlo a me e baciarlo.
Lui parla e mi incanto sul suo tono di voce, sensuale e vellutato e su quelle labbra perfette. Questa mattina lo avrei steso con un pugno, ora lo stenderei e basta, ma per farci altro!
Mi sfiora ogni tanto, mentre parla o sorride, un sorriso così aperto, cristallino, contagioso. Credo di aver bisogno della toilette. Mi scuso e mi allontano, non credo di poter contenermi ulteriormente, devo staccare un attimo e riprendermi.
EdwardPOV************
La vedo raggiungere i servizi e il mio sguardo ricade puntualmente su quella scultura del suo fondoschiena. Quest’abito poi, la fascia perfettamente e la scollatura sul davanti lascia poco all’immaginazione. Non riesco a staccarle gli occhi di dosso. Non mi accorgo nemmeno che qualcuno si avvicina e mi dice : “complimenti per la sua Signora, è uno splendore”. Non so chi sia ma mi infastidisce che abbia avuto la maleducazione di fare apprezzamenti a Isabella. Ma nemmeno smentisco che in realtà è solo il mio Architetto.
Mio
Mia!
<< Porcamiseria Cullen finiscila >>
Isabella ritorna dalla toilette; è un angelo, anzi è un diavolo travestito da angelo! Sicuro.
Penso a Victoria. Penso a dove o con chi possa essere ora e sinceramente non mi importa più del dovuto. Mi importa di più sapere con chi possa vedersi lei, Isabella. Avrà un marito? Un compagno? L’ idea mi da di matto.
Io e Vic siamo sposati da poco e … per pura convenienza. Suo padre era sulla banca rotta e lei aveva bisogno di un matrimonio riparatore. Mio padre non mi ha dato scelta. Io e Vic andiamo d’accordo più che altro a letto. Ci vediamo poco, lei viaggia molto. Non so nemmeno perché ci stiamo costruendo, anzi io sto spendendo milioni, per questa casa che nemmeno mi interessa. Sarà sempre vuota, un museo.
- Tutto bene Edward? – Isabella mi riporta alla sua attenzione -
- Si Isabella, scusami, possiamo andare?
- Si, meglio, si è fatto tardi
- Sei con la tua auto?
- No, veramente ho preso un taxi
- Se non ti dispiace vorrei riaccompagnarti a casa
- No … non c’è nessun problema, non ti disturbare
- Nessun disturbo, mi fa piacere – ti prego, non sono pronto a dirti arrivederci
- Va bene. Grazie! – brava bambina
Sale sulla limousine con una luce negli occhi, sembra eccitata e felice, come una bambina.
- Prima volta su un’auto così?
- Si… è fantastico, è sempre stato un mio sogno da piccola. Anche solo per una notte. Come una principessa, a me le carrozze non sono mai piaciute!
- E’ tutta tua. Dove vuoi andare?
- Cosa? Non devi tornare a casa?
- No, nessuna fretta… tu?
- No, nessuna. Abito sola, quindi. A parte la mia gatta non mi aspetta nessuno.
- Giro della città?
- Si, ti prego.
Viaggiamo per non so nemmeno quanto, è notte fonda. Lei sorride, guarda dai vetri oscurati come fosse a Disneyworld. Ha un profilo perfetto, due occhi verdi da incanto e labbra rosse e piene da … da baciare. A lungo, lentamente. Leccherei quel labbro inferiore, lo gusterei come un frutto raro. I miei pantaloni Gucci tirano, troppo. Per fortuna l’auto è buia.
Lei si avvicina sempre di più, inconsciamente credo, indica fuori dall’abitacolo col suo piccolo dito indice; lo morderei e lo succhierei. Sento il suo profumo, vedo le sue gambe. Il vestito si è alzato, lo spacco si è aperto. Due gambe bianco neve, lunghe e perfette a pochi centimetri dalla mia mano.
Istintivamente le sfioro col mio dito medio. Le si alza la pelle d’oca. Le si ferma il respiro, si volta. Siamo faccia a faccia.
- Respira Isabella
- Non ci riesco
- Fallo
Le esce un sospiro strozzato.
E’ bellissima!
La sua piccola mano sfiora la mia gamba, risale, mi tocca, leggera, a mano aperta, si sofferma, accarezza e la sposta.
Ora sono io ad avere il respiro a zero.
Mi tocca il viso, piano, tocca il mio accenno di barba.
- Scusami, non dovevo
- Isabella io …
- Scusa, non so cosa…
Ma appena cerca di allontanarsi la trattengo per il polso.
- Santocazzo! Fanculo! Vieni qui!
Sprofondo nella sua bocca, le blocco il viso tra le mie mani. La mia lingua entra col suo permesso. Mordo quel labbro inferiore che lei ha torturato tutta sera mentre mi ascoltava. La mia mente si azzera. Il suo sapore nella mia bocca misto al vino bianco e al profumo di fragole lasciatogli dal dolce.
Sono ubriaco di lei.
Lei affonda le mani nei miei capelli, mi spettina, me li tira. Gemo nella sua bocca con un grugnito sordo e profondo. La prendo dai fianchi e me la metto a cavalcioni alzandole il vestito fino alla vita per evitare di strapparlo.
L’accarezzo dal ginocchio al sedere. Quel culo così perfetto e tondo, lo strizzo leggermente e le si rovesciano gli occhi dal piacere. Si inarca all’ indietro e la scollatura si apre ai miei occhi e il suo seno, piccolo ma perfetto, si espone a me e alla mia bocca. La bacio dallo sterno fino al suo capezzolo, poi lo rifaccio fino all’ altro. Piccoli cerchi leggeri con la lingua e infine succhio piano. Sfioro appena il suo ingresso, il perizoma è bagnato. Oltrepasso quel piccolo e inutile ostacolo ed entro in lei con le mie dita
- Oh cazzo! Edward! Ma … che ci succede?!
- Non … non lo so. Vuoi che smetta?
- No … siii …
- Si?
- No… oh siii così
Affondo con due dita, aumento il ritmo, e poi la sento, tutt’intorno, calda e bagnata.
Appena libero le mie dita da lei, i miei pantaloni sono già slacciati e la sua bocca su di me, a darmi sollievo. Le do un ritmo sostenuto, non resisto. E’ bravissima, fino in gola, succhia e lecca alternatamente.
- Isabella… forse è … meglio che …
Ma mi mette una mano sulla bocca e mi zittisce. Ultime spinte e mi svuoto in lei, in quella bocca perfetta e calda. Tutto.
Non parliamo. Ci guardiamo, ci baciamo, ci accarezziamo.
- Domani avrei da rivedere un’altra cosa sul progetto
- D’accordo … ti è piaciuto come l’abbiamo risolta?
- Da morire. E non vedo l’ora di risolvere anche quella di domani. Magari in modo più approfondito.
- Sono pienamente d’accordo.
Non ricordo più chi sono. Isabella mi ha stregato. Non capisco più del perché di quella casa, del perché abbia sposato Victoria, del perché abbia dato retta a mio padre. Ringrazio solo mia madre, che mi ha consigliato lo studio Swan&Weber_The House.
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Sono passati tre anni. Ho divorziato da Victoria. Quella strega mi ha dato filo da torcere, ma ce l’ho fatta. Mio padre non mi ha più voluto nella Holding. Me ne sono andato. Ho aperto una società tutta mia.
Sono sdraiato sul divano della veranda che accarezzo il pancione di Isabella all’ottavo mese di gravidanza, assopita nel sonno. La nostra nuova casa è finalmente finita. E’ perfetta come lei. Semplice, delineata, sobria e funzionale.
Da quella sera non ci siamo più lasciati. Ricordo il giorno dopo, avevamo fatto l’amore su questa veranda, al crepuscolo, sporcandoci di calce e segatura.
L’amo più di qualsiasi cosa e insieme al piccolo Charlie, che nascerà presto, saranno tutta la mia vita.
b.jpg)
Stupenda one shot ,loro sono stupendi ,puoi metterli in tutte le ambientazioni e contesti di storie sono loro e rimaranno loro per sempre........
RispondiEliminaWow davvero bella Stefy complimenti come al solito...hai una fantasia strepitosa....
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